Terzo step del nostro percorso che è ancora alle battute iniziali. Come avrete ben capito, ci affideremo molto al linguaggio della matematica, cominciamo a vedere come in questo articolo

Sfumeggiante (e non spumeggiante da come molti erroneamente ritenuto) è il miglior termine con cui riassumere le atmosfere di questo cult degli anni '90, vero e proprio trampolino di lancio insieme ad altri due contemporanei cult quali Scemo & più scemo (1994) e Ace Ventura - L'acchiappanimali (1994) per la carriera di un allora trentaduenne Jim Carrey, nonché debutto di peso per l'esordiente Cameron Diaz

Tutto cambia quando una sera, dopo l'ennesima giornata storta, trova nel fiume una misteriosa maschera che, indossata, lo trasforma in un bizzarro personaggio in zoot suit e dalla faccia verde dotato di incredibili poteri, amplificando anche certi lati del suo carattere

Anche noi in questo passaggio faremo qualcosa di simile, prendendo in mano la maschera magica della matematica trasformeremo le parole in variabili e i discorsi diventeranno uguaglianze...diventeranno numeri!

Nell'immagine accanto, vediamo scritte una sotto l’altra le nostre protagoniste contornate da una parentesi graffa: questa le lega ormai, almeno fino alla fine della nostra ricerca. Non le lasceremo scappare via, senza averci rivelato qualcosa di nuovo!

Ci serviremo degli strumenti della somma algebrica interpretati secondo questo significato: la somma di due argomenti indica la presa in considerazione sia dell’uno che dell’altro, come dire una “e” che congiunge i due argomenti, appunto tanto l’uno quanto l’altro.

Il segno “meno”, la differenza, ci servirà per indicare, come ci è stato insegnato nelle prime lezioni alle scuole elementari, tutto ciò che rimane, tolto quell’argomento o quel fattore che stiamo sottraendo: è ovvio che non si può sottrarre la fede alla scienza, ma nel nostro caso scivere “”fede-scienza” significherà considerare tutto ciò che la fede concerne senza alcun tipo di legame con la scienza

I segni di prodotto e quoziente (frazione) assumeranno queste dimensioni: il prodotto starà ad indicare una specificazione dell’argomento, per esempio “la razionalità dell’oggetto in esame”, si potrà riassumere in “Rx”. Il quoziente di due fattori starà invece ad indicare una sorta di critica positiva fatta sull’argomento in esame prendendo in considerazione una lente di ingrandimento, un punto di vista, come se mettessimo qualcosa “alla luce” di qualcos’altro.

La prima cosa da fare è trasformarle in delle uguaglianze, come nell’esempio di partenza, nel primo articolo, avevamo due uguaglianze (equazioni), con differenti termini e risultati, ma che, secondo le regole del sistema, possedevano delle variabili in comune che, se sostituite alle incognite, permettevano di mantenere i risultati invariati.

L’anima e la fede, così, di primo acchito, insistono sulla stessa dimensione, e cioè quella della trascendenza, in quanto sia l’anima che la fede permettono all’essere umano di superare i confini materiali del proprio corpo, verso tutto ciò che da esso sta fuori, non solo di materiale.

L’anima è una trascendenza verso il corpo e si manifesta con la coscienza che abbiamo verso di noi, detta anche autocoscienza, e la coscienza dell’”altro da me” cioè il tutto che mi circonda con il quale entro in relazione, sia esso naturale, animale, inanimato o umano. E perché no anche divino! Quindi potremmo individuare tra i due elementi un fattore comune che è quello della TRASCENDENZA,

La scienza e il corpo. Attenti a quei due! Diceva il titolo di un film! Questi sì che è difficile da mettere in relazione. Abbiamo visto nell’esempio del cellulare, come potremmo associarli, in maniera molto sommaria, all’hardware, all’elemento fisso su cui lavorano la ragione, in ambito fisico, e la carne in ambito umano, strettamente relazionato alla nostra persona.

Ultimo step preparatorio, è trasformare le due triadi in due uguaglianze, in due equazioni. Ma questo non sarà difficile, visto che, come detto in precedenza, esse hanno un orizzonte comune a cui tendono, anche se da prospettive differenti: la verità, l’unità del tutto che sta intorno a noi... l’UNO!

Lo scopo del nostro lavoro sarà proprio quello di individuare un elemento comune alle due entità, scienza e corpo, un argomento di base, che chiameremo “x”, l’incognita per eccellenza, che potremmo individuare come la totalità dell’oggetto o del fenomeno che vado a studiare

Analizzando i protagonisti:

R, la ragione

Sx, la scienza nel suo procedere verso il    fenomeno da studiare (qualsiasi)

Fy, la fede con lo specifico della trascendenza

Nell'equazione dell'altra triade:

K, la carne come razionalità umana

Cx, il corpo come specifico materiale dell'immagine-somiglianza con Dio

Ay, l'anima come specifico della trascendenza verso se stessi

Ultimo passaggio, in relazione a quanto ci sarà concesso dal sistema matematico, è modellare le due equazioni approssimandole il più possibile alla realtà che noi viviamo.

R e Sx, non sono entità separate ma men che meno equiparabili, perciò noi le consideriamo nel loro rapporto. La fede, invece, è apertura di tutto il nostro agire intellettivo verso la trascendenza. Per questo la troviamo moltiplicata per il rapporto tra Ragione e Scienza

I termini riguardanti l’anima e la fede potranno essere riscritti in relazione alla specificazione che esse fanno della trascendenza: la Fy, la fede, non è altro che la trascendenza verso Dio, T∞, analizzata alla luce della potenzialità umana data dal rapporto tra la ragione e la scienza come abbiamo scritto nel primo termine dell’equazione

Mentre l’anima tenderà al prodotto della trascendenza per l’apporto positivo dell’autocoscienza (K/Cx) e della coscienza ad extra (1-K/Cx), cioè l’uno sotto la lente dei sensi. Il fattore (1-K) È un chiaro esempio di quello che prima indicavamo per la differenza: dire (1-K) è come dire il tutto meno la ragione, che di fatto equivale a tutto ciò che c’è fuori di noi.

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