Noi italiani siamo, in tutto il mondo, uno dei popoli più attento all’aspetto esteriore, cosa che ci porta anche ad esprimere anche una personalità a tratti vanitosa.L’unica cosa da fare è sedersi comodi e lasciare che lui o lei facciano il meglio per la nostra capigliatura, dandoci quasi sempre un aspetto più delicato, più affine alla nostra personalità, a volte solo un piccolo ritocco, a volte invece uno restyling completo.Ora, ci sediamo e lasciamo fare alla matematica, affinché ci presenti un aspetto più sintetico ed esplicativo di quello che le abbiamo fornito come base di partenza.Solo una cosa manca, come dal barbiere, dobbiamo dire che tipo di taglio vogliamo! Così nel nostro caso dobbiamo orientare le equazioni in relazione ai risultati sperati. Per questo, come primo passaggio, riscriveremo le due equazioni secondo l’incognita che cerchiamo e cioè la Sx e la Cx.

I due fattori congiunti che delimitano il campo di azione della scienza sono, niente meno che la R, la ragione, come ben ci si poteva aspettare, e un altro fattore RT∞, che rappresenta, per chi ne ritiene necessaria la presenza, l’apporto della trascendenza: cioè sarebbe dire “la razionalità della trascendenza”, che tende a Dio, all’infinito.

Detto così sembra strano, ma se ci fermiamo un attimo a ragionare, potremmo cogliere la profondità di questo concetto. Dire la razionalità della trascendenza, è come dire che tutto ciò che la mia mente produce di immaginifico, di desideri, di immateriale, può essere reale.

La Sx, la scienza, ci viene presentata, dopo i calcoli come una somma tra due fattori. La scienza è libera, entro i parametri descritti dalla nostra equazione, di ricercare la verità dell’oggettività dell’essere, e non è stretta in nessuna gabbia, come a volte si vuol far credere.

Durante il Medioevo, moltissimi filosofi davano per assodato il concetto del pensiero oggettivante, come dire che tutto ciò che si pensa è reale. A noi questo appare, se non comico, quasi ridicolo. Noi siamo gli uomini e le donne della tecnica, poco pensatori, molto pragmatici.

Hegel pose la pietra definitiva alla chiusura nel sepolcro del pensiero oggettivante. Cosa è reale? Ciò che è razionale, o meglio “razionalizzabile”. Già, ora capiamo il senso del suo enunciato. E ora capiamo perché dalla sua casata, quasi fosse uno dei film della saga di Harry Potter, sono usciti i migliori materialisti dell’ultimo secolo, da Marx, a Feuerbach, a Freud e a tutti i profeti del razionalismo materiale, che anno dopo anno, ci hanno depauperato il pensiero di pensieri!

Con questo fattore, RT∞, umilmente, non certo alla stessa statura di Hegel, vogliamo reintrodurre nella bagarre del pensiero debole del nostro millennio, anche questa possibilità.

La conoscenza del nostro corpo è strettamente relazionata all’attività dell’intelligenza, della carne, tanto che, senza ombra di dubbio, e credo senza aggiungere nulla di nuovo, una personalità ben sviluppata passa, non solo per eccellenti qualità intellettive e organizzative, ma soprattutto per una buona conoscenza del proprio corpo, del rispetto innanzitutto per questo instancabile lavoratore

Talenti e limiti, che rappresentano la totalità del nostro corpo, non sono sinonimi di pregi e difetti ma descrivono il contorno della nostra esistenza. Questo lavoro di pacificazione con se stessi, che ci permette di non vivere alienati dalle proprie possibilità reali, passa, indubbiamente, attraverso una ragione illuminata.

Nel caso del corpo, se nella nostra equazione sostituiamo alla trascendenza il valore indicativo di 0, questa porta ad una drammatica scomparsa, addirittura, della conoscenza sensoriale che noi possiamo avere. Si annulla anche il corpo. Si annullano le relazioni. Si annulla l’umanità.

ogni barbiere che si rispetti, almeno il mio lo fa sempre!, prima di lasciarci andare con il nostro nuovo look, con un fare garbato che non nasconde orgoglio e una punta di sarcasmo per una eventuale critica, ci chiede: va bene così?

Andiamo ad isolare, da ambedue le equazioni la sola “x”, ottenendo così due risultati diversi, ma comparabili e con i quali continueremo il nostro viaggio virtuale.

i due agenti limitanti della ricerca scientifica, si trasformano in due contenitori aventi come pareti la “x”, cioè l’oggetto in questione, il fenomeno sotto studio, la legge fisica da analizzare, insomma il campo di indagine

Affermare R/x, cioè dire, la razionalità con cui ricerco deve essere considerata alla luce della reale essenza della “x”, dell’elemento esistente, significa affermare che dovrò studiare questo e solo questo elemento, attenendomi il più possibile alla sua realtà nella quale si presenta alla mia ragione.

tutto ciò che noi andiamo ad analizzare deve essere letto sotto la lente privilegiata della relatività secondo cui non esiste né lo spazio né il tempo, o meglio non esiste solo il nostro, quello che esperiamo continuamente. Daremo a questo rapporto il nome di "r" che definirà la RELATIVITÀ secondo cui esso si presenta a me. 

Ma credo che l’ora si sia fatta tarda, e i clienti dietro di noi scalpitano! Abbiamo tutti da fare, almeno ci piacerebbe tornare al più presto ad avere tante cose da fare! Nel prossimo appuntamento proveremo a fare il salto di qualità. Non mancate!

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